Tra critiche, incazzature e recriminazioni che mi vengono sempre da scrivere, voglio però concludere l'anno non dimenticando anche i successi e il cambiamento che la forza del controllo nel mangiare, o nel non mangiare, mi ha dato, e non da un giorno a un altro.
E' bello passare tra persone che neanche ti riconoscono e vedono (anche con invidia) ciò che sei riuscito a fare. E' bello poi andare in giro con la tranquillità o l'orgoglio di stare in un corpo come lo volevi e per cui hai lavorato tantissimo, stai lavorando tantissimo, e lavorerai tantissimo. E' bello inoltre aver ammucchiato, almeno in buona parte, le limitazioni di tanti tipi che mi facevo prima, per colpa del fisico.
E infine, seppur ammetto che lo stare soli è molto costruttivo per sè stessi ed è li che si prendono le decisioni e le idee migliori, e che la maggior parte della gente vive di misere cazzate materiali o di inutilità psicologiche, ammetto anche che a volte lo stare in compagnia di buoni amici riesce a tirare su il morale, a smuovermi un po', a darmi qualche felice prospettiva.
giovedì 30 dicembre 2010
mercoledì 29 dicembre 2010
Tried & Failed
Perfetto, sono riuscito a rovinare la preparazione alla cena dell'ultimo dell'anno che facevo in questi giorni, consistente in (eccetto la colazione dove mi concedo qualcosa di più, è l'unico pasto dove non ho problemi) solo un secondo per pranzo, meglio se verdure, e al massimo 1-2 frutti nel tardo pomeriggio se proprio non riesco a chiudere la giornata col pranzo alle 14:00. Acqua in straabbondanza, e qualche caffè nell'arco della giornata. In verità questa è l'alimentazione che porto avanti da parecchio tempo, anche se posso variare oppure mangiare qualcosa di più, tipo un po' di pasta a pranzo, ma poca (sarà che un maschio un minimo in più lo deve prendere) mentre la cena è inesistente per me, anche se a volte in serata 1 mela affiancata a 2-3 bicchieri d'acqua per riempire me la faccio, ma la cena non so più neanche cosa sia. Però in questi giorni, che sto terrorizzato dalla cena obbligata dell'ultimo dell'anno, mi volevo preparare meglio... ma stamattina ho mandato all'aria tutto, con quei cavolo di biscotti che ho trovato a colazione, non so che ho fatto, a volte una colazione un pò più abbondante la faccio senza problemi, ma non come l'esagerazione di questa mattina, non mi rendo conto di come ho potuto ficcarmi dentro tutto quel mangiare senza ragionare un momento, senza fermarmi a riflettere e anzi ci sono ritornato pure poco dopo a rimangiare. Ma poi erano mesi che non perdevo il controllo così senza rendermene conto, eccetto quel giorno di Natale... e ora sto con la paura che possa riaccadere questa cosa... spero che ora però, visto che ho chiare le situazioni, lo torno a gestire come ho sempre fatto. Niente, le feste per me non ci devono essere, e pure gli altri, meglio che non ho nessuno, perchè ecco le conseguenze. Stamattina era meglio se non mi svegliavo. Se oggi esco l'unica compagnia che spero di avere sono le mie sigarette.
lunedì 27 dicembre 2010
Un breve resoconto
che ovviamente riguarda il pranzo di Natale, anche se mi ci sono voluti un paio di giorni per tranquillizzarmi e resocontare :) Ma devo ammettere adesso che dall'inizio del pranzo ho sempre tenuto il controllo e pure bene, e senza fare neanche troppi sforzi, ho solo assaggiato qualcosa delle poche portate che c'erano ed evitando del tutto robe tipo antipasto, pane, bis ecc... e pure con gli altri parenti, sono stato benino.
Ma (sì c'è un "ma", perchè come al solito il post è negativo...) alla fine del pranzo ho fatto un pietoso scivolone sui dolci, cazzo me lo sentivo è come se mi fosse sfuggito di mano il controllo, vabè non ho proprio esagerato però ho superato il limite, e questo ha rovinato tutta la soddisfazione che avevo per il pranzo... ma la cosa che mi dà fastidio e non riesco ancora a non pensarci, non è la quantità (che comunque avrò già perso) ma il fatto che mi è sfuggito il controllo, per mesi e mesi sono stato sempre forte nel gestire il controllo e quest'ultimo mi ha dato enormi soddisfazioni, ma in quel momento l'ho perso, mi pareva che si sgretolava qualcosa sotto di me e io ci cadevo, senza poter fare nulla nè aggrapparmi a qualcosa... è stata una cosa bruttissima, che mai e mai più mi deve succedere, a qualunque costo.
Ma (sì c'è un "ma", perchè come al solito il post è negativo...) alla fine del pranzo ho fatto un pietoso scivolone sui dolci, cazzo me lo sentivo è come se mi fosse sfuggito di mano il controllo, vabè non ho proprio esagerato però ho superato il limite, e questo ha rovinato tutta la soddisfazione che avevo per il pranzo... ma la cosa che mi dà fastidio e non riesco ancora a non pensarci, non è la quantità (che comunque avrò già perso) ma il fatto che mi è sfuggito il controllo, per mesi e mesi sono stato sempre forte nel gestire il controllo e quest'ultimo mi ha dato enormi soddisfazioni, ma in quel momento l'ho perso, mi pareva che si sgretolava qualcosa sotto di me e io ci cadevo, senza poter fare nulla nè aggrapparmi a qualcosa... è stata una cosa bruttissima, che mai e mai più mi deve succedere, a qualunque costo.
giovedì 23 dicembre 2010
non merita titolo
Posso capire che uno si conceda volontariamente una tentazione nel mangiare, magari la valuta o la scala, la calcola, ma che comunque la sceglie (non parlo di abbuffate incontrollate) e si leva la voglia, e ovviamente è una cosa rara (per me deve essere cosa inesistente, e non rara, ma parlo in generale...) e dunque non sopporto, anzi la odio, una cosa tipo la maledetta cena dell'ultimo dell'anno, ad esempio io che non ceno mai, al massimo con la frutta, perchè devo mettermi dentro tutta quella sporcizia oliosa che sicuramente ci sarà in quella cazzo di cena?? Io non sopporto che questi strappi alla dieta non siano decisi da ME ma da una data, da uno scadenzario!! E tocca a stare nervosi e contenuti, quindi metà serata gia so che è rovinata, per colpa della cena... però che dovrei fare? Non andarci vuol dire non stare la serata con i soliti amici, e mi andava pure bene, ma tanto so che poi passi per quello strano, per quello che fa l'asociale l'ultimo dell'anno. Ed è una cazzata la frase fatta "uno strappo ogni tanto non fa niente" sì perchè se lo strappo lo decido e lo gestisco io può pure starci, ma non che sono costretto a farlo da una data!
mercoledì 22 dicembre 2010
Soddisfazione...
ci vuole, specie se meritata!
In tardo pomeriggio, quasi cena, ieri mi invitano a mangiare la pizza per cena. Io non ceno quasi mai, al massimo mangio 1 frutto o due. Però quando ti parlano di mangiare in alcuni momenti può proprio essere fastidioso perchè ti costringono a lottare con la tentazione. E infatti è stato così, per poco non cedevo a quella voglia ma poi ho rinunciato e rifiutato, e mi sono messo a fare altro fino a dimenticare il pensiero della cena e della pizza. E' proprio vero, se uno con la testa pensa ad altro o si mette a fare qualcosa che gli piace, neanche ci pensa a mangiare quando non serve. Poco più tardi ho ripensato a quella cena fuori senza nessuna voglia, con grande soddisfazione di aver resistito ad una cosa inutile. Sono uscito la sera proprio tranquillo, soddisfatto. Possono sembrare cazzate, invece no, perchè mi fanno capire, anzi confermano, che spesso la voglia o l'atto di mangiare non è altro che un istinto insensato se non viene da sè e se si sta dietro a tutti. E queste cose mandano all'aria il cammino dell'alimentazione perfetta e NON devono esistere. :)))
In tardo pomeriggio, quasi cena, ieri mi invitano a mangiare la pizza per cena. Io non ceno quasi mai, al massimo mangio 1 frutto o due. Però quando ti parlano di mangiare in alcuni momenti può proprio essere fastidioso perchè ti costringono a lottare con la tentazione. E infatti è stato così, per poco non cedevo a quella voglia ma poi ho rinunciato e rifiutato, e mi sono messo a fare altro fino a dimenticare il pensiero della cena e della pizza. E' proprio vero, se uno con la testa pensa ad altro o si mette a fare qualcosa che gli piace, neanche ci pensa a mangiare quando non serve. Poco più tardi ho ripensato a quella cena fuori senza nessuna voglia, con grande soddisfazione di aver resistito ad una cosa inutile. Sono uscito la sera proprio tranquillo, soddisfatto. Possono sembrare cazzate, invece no, perchè mi fanno capire, anzi confermano, che spesso la voglia o l'atto di mangiare non è altro che un istinto insensato se non viene da sè e se si sta dietro a tutti. E queste cose mandano all'aria il cammino dell'alimentazione perfetta e NON devono esistere. :)))
martedì 21 dicembre 2010
Invidia
Ogni tanto ci ripenso, pure adesso, a quando tempo fa leggevo su un forum le risposte alla domanda di una ragazza che chiedeva se funzionasse o meno un farmaco dietetico, qualcosa tipo per assorbire meno grassi dopo un pasto, comunque un farmaco normale, di libera vendita, ma piuttosto efficace (non cazzatelle da pubblicità o roba di erboristica). Ebbene, li ho letto almeno 30 o 40 risposte di gente che diceva "non prendere niente!", "non funziona", "non ti fa niente!" SENZA AVERLO PROVATO e neanche averlo mai visto e senza sapere a momenti neanche di cosa si parlava, e li tra quelle decine e decine di commenti tutti uguali, ce ne erano un paio, che si notavano poco niente, di ragazze che effettivamente lo avevano provato o lo usavano quel farmaco, e che confermavano che funzionava a dovere! Questo per capire quanto la gente normale, tutta senza esclusioni, sia identica, scontata e soprattutto invidiosa. In giro, chi dice "sei troppo magro" "sei dimagrito troppo" "stai bene, adesso basta" non è altro che gente invidiosa, che ha fallito, e che vorrebbe tutti come loro. Ma poi basta guardarli! Inutile che si mascherano dando consigli o facendo finta di voler aiutare, perchè si sa che chi prova invidia verso un altro e, AL CONTRARIO DI NOI, non ha la forza di lottare per uguagliarlo o superarlo, lo vorrebbe abbattere, lo vorrebbe tirare indietro e non farlo valere nulla.
lunedì 20 dicembre 2010
L'inutilità dei pranzi al ristorante
1 - Praticamente ti appioppano tutte le schifezze che accuratamente cerco di eliminare a tavola: olio, al ristorante è tutto inzuppato di fottuto olio, per non parlare degli altri condimenti esagerati. Antipasti: ovvero, tutto ciò normalmente si limita o al massimo si usa per un secondo o per un piatto unico. E così via, un casino alimentare, un disastro.
2 - Ovviamente, controllo al massimo sul quantitativo di cibo che mangio, una cosa snervante visto che non finiscono mai di portare in tavole cazzate varie, da cento antipasti a questo e quello, tutte cose di cui uno normalmente farebbe a meno. E così va via pure il momento di relax o di tranquillità dello star fuori (è per questo che cibo NON è uguale a compagnia)
3 - E per concludere, i primi due punti, a fine "pasto", devi pure pagarli in soldi, e pagarli cari spesso.
Soluzione: evitarli.
2 - Ovviamente, controllo al massimo sul quantitativo di cibo che mangio, una cosa snervante visto che non finiscono mai di portare in tavole cazzate varie, da cento antipasti a questo e quello, tutte cose di cui uno normalmente farebbe a meno. E così va via pure il momento di relax o di tranquillità dello star fuori (è per questo che cibo NON è uguale a compagnia)
3 - E per concludere, i primi due punti, a fine "pasto", devi pure pagarli in soldi, e pagarli cari spesso.
Soluzione: evitarli.
Cambiamento continuo
Capisco, è ovvio, che 30kg, o più, persi abbiano modificato il mio corpo, o meglio, lo abbiano riportato alla normalità, leggermente perfezionata direi. E' anche vero che questi kg in più in un uomo da 1,80 non è che siano stati tremendamente visibili: tremendamente no forse, ma visibili sì. Era questo il male. E ora, cambiato, dovrei forse rientrare in quello che non mi sono goduto, o cedere alle ragazze, che con mia soddisfazione neanche mi riconoscono più da prima? NO. Non cambia niente, se prima la normalità era deviata in una direzione, ora lo è lo stesso, in direzione opposta, non sono un perdente che si è dovuto adattare, ho solo riconosciuto l'oggetto deviante, il cibo, il più primitivo dei conforti. Sto bene, o sono dimagrito troppo, mi sento dire, ma come, prima quando ero l'opposto non sentivo parole o complimenti simili: è troppo facile, anzi, è triste, sentirsi dire di aver fatto bene solo dopo averlo fatto e concluso, ma prima o durante il cammino essere inesistente a tutti. E' per questo che io continuo. Per me.
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